Fine della crisi diplomatica tra Israele e Turchia

Israele e Turchia hanno raggiunto l’accordo di riconciliazione dopo una crisi diplomatica durata sei anni. L’annuncio è stato fatto da Ankara dal premier turco Binali Yildirim, e subito dopo da Roma è arrivata la conferma del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che lo ha definito un importante risultato e un accordo strategico.

La crisi diplomatica tra i due paesi aveva avuto inizio nel Maggio 2010, quando una flotta di sei navi in viaggio verso la Striscia di Gaza con a bordo più di 700 attivisti filo-palestinesi, la maggior parte dei quali di nazionalità turca, aveva tentato di violare il blocco imposto da Israele di procedere verso la costa.

Dopo diversi avvertimenti, i militari israeliani erano intervenuti assaltando la nave Mavi Marmara e facendo nove vittime tra gli attivisti turchi, facendo scoppiare una grave crisi diplomatica tra i due paesi.

Oggi Israele accetta di pagare 20 Milioni di Dollari come risarcimento per le vittime del raid del 2010. Un secondo punto importante della trattativa è il reinsediamento dei due ambasciatori nei rispettivi paesi.

Per quanto riguarda il blocco marittimo verso la Striscia di Gaza, Israele è rimasta intransigente, ma permetterà alla Turchia di consegnare aiuti umanitari al popolo palestinese passando attraverso lo Stato di Israele, dal porto di Ashdod, dopo aver sottoposto i carichi a dei controlli volti ad eliminare il contrabbando di armamenti.