2016: Tendenze dell’Economia Mondiale, Posizionamento dell’Italia e l’Attività promozionale di ICE

Il 23 Febbraio 2016 presso la Sala Pirelli di Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 59 (Milano), si è tenuta la Conferenza organizzata dall’Italian Trade Agency (ICE), sulle tendenze dell’Economia Mondiale con un particolare focus sul posizionamento dell’Italia nel panorama economico mondiale.

La conferenza ha visto la partecipazione di Marinella Loddo, Direttrice dell’Ufficio ICE di Milano, che ha illustrato le attività dell’Agenzia ICE in programma per il 2016, volte a promuovere l’internazionalizzazione, lo scambio e l’immagine del prodotto italiano nel mondo.

Tra le figure illustri presenti alla conferenza, Alessandra Lanza di Prometeia, che ha fornito un over-view dell’economia mondiale; Marco Mutinelli, dell’Università degli Studi di Brescia, che ha approfondito il tema delle partecipazioni italiane all’estero ed estere in Italia ed infine il Professore Emerito Fabrizio Onida dell’Università Bocconi di Milano.

Ciò che si è evinto è che se da una parte l’economia mondiale sembra essere in rallentamento, con consequenziali effetti sugli scambi, negli Stati Uniti permane la solidità di una crescita non influenzata in modo determinante dai fattori esterni alla sua economia. Nonostante la mancanza di investimenti pesi sulla realtà europea, accompagnata da una generalizzata carenza di fiducia, in Europa si può constatare la presenza di diversi segnali di ripresa che lasciano presagire nuove opportunità economiche. Affacciarsi sui mercati emergenti (incluse Turchia, Corea, Africa sub-sahariana, Messico e India) sembra essere la scelta che oggi può offrire ottime sorprese e nuove potenzialità.

Dal canto suo l’Italia mantiene la capacità di muoversi velocemente tra i mercati internazionali, ma registra una minore presenza nei mercati che si fondano su di un sistema economico più dinamico, dovuto ad un nodo della produttività che non cresce in linea coi nostri major competitors.  A parità di forza lavoro tra i diversi paesi, quello che si richiede di più oggi all’Italia è perciò un maggior dinamismo inter-settoriale e intra-settoriale.

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