Inaugurato il 12 maggio il Padiglione di Israele

Sono intervenuti alla cerimonia, accanto al Commissario del Padiglione Elazar Cohen, il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, l’ambasciatore in Italia Naor Gilon, il Presidente di Keren Kayemeth Leisrael Italia Raffaele Sassun e il Presidente della Commissione Expo del Comune di Milano Ruggero Gabbai.

Israeli pavilion ARTICOLO

Alla cerimonia, a fare da fondale al palco e ad ogni discorso era la grande attrazione del Padiglione, il Campo Verticale, estremizzazione delle capacità della tecnica israeliana applicata in agricoltura. “Feed the planet” è il motto di EXPO e questa la risposta che, ha sottolineato il Commissario Cohen, Israele può dare al mondo intero. Si tratta di un sistema computerizzato di irrigazione a goccia che può adattarsi a tutte le superfici e portare ad un risparmio fino al 70% di risorse idriche ed è in realtà solo la prima e più clamorosa delle innovazioni da Israele in agricoltura.

Nelle molte parole spese dai rappresentanti dei due paesi si esplicitava bene la stretta collaborazione sia culturale che economica che esiste tra Italiani e Israeliani. Risale a poco più di un mese fa la visita di Maroni in Israele alla scoperta delle potenzialità di collaborazione nell’innovazione agricola e il Presidente della Commissione Expo Gabbai ha ricordato come la sua formazione giovanile si sia in parte svolta presso un Kibbutz in Israele.

Al momento l’Italia è il secondo partner commerciale in Europa per Israele, con un importazione crescente di prodotti nei campi hi-tech, biomedicina, innovazione agricola, HLS, IT, energie rinnovabili e prodotti chimici e in generale si nota compatibilità nelle relazioni commerciali. Sono inoltre sempre in aumento i giovani israeliani che dopo il servizio militare si trasferiscono in Italia per studi universitari in design, belle arti, studi scientifici e medicina in particolare, collaborando nello scambio di competenze e nel rafforzare una possibile collaborazione futura. Al centro del viaggio del governatore Maroni in Israele c’era proprio la possibilità di inviare alcuni studenti meritevoli italiani a New York e Tel Aviv per studiarne la tecnologia agricola.

Il Rabbino Capo Arbib al termine dei discorsi ha apposto all’ingresso del Padiglione la Mezuzah già usata nei precedenti EXPO, nella speranza di poterla usare anche in quelli futuri, rendendola in questo modo un simbolo di buon auspicio per la collaborazione con le diverse nazionalità. Altro tema centrale della festa è stato la celebrazione del valore dell’ospitalità come mezzo di comunicazione e crescita reciproca, opportunità per accorciare i gap culturali che tanto sono di ostacolo nelle relazioni diplomatiche ed economiche