Le vie del vino in Israele

Il vino israeliano ha una grande storia alle sue spalle che inizia in tempi lontanissimi, biblici. Geograficamente Israele si è trovato in un crocevia importante, tra Mesopotamia ed Egitto, al centro della strada percorsa dai commercianti di vino che favorirono la diffusione di pratiche di produzione.

Le coltivazioni recenti risalgono a fine del diciannovesimo secolo quando dalla Francia il Barone di origine ebree Edmond James de Rothschild, proprietario della tenuta di Château Lafite-Rothschild in Bordeaux e appassionato viticoltore, fondò una nuova tradizione enologa che ha portato ai risultati notevoli del giorno d’oggi. I primi vitigni vennero importati direttamente dalla Francia e Rothschild chiamò anche esperti enologhi che aiutassero le comunità di coloni della regione costiera a Sud di Jaffa.

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Nel corso dei decenni alle tradizioni di coltivazione del vino francese si sono affiancate le peculiarità del modus operandi israeliano e ad oggi nelle vigne si sprecano le migliori tecnologie agricole esistenti, prime fra tutte quelle dell’irrigazione a goccia. Negli ultimi vent’anni il mercato si è orientato sui vitigni più in voga come Sauvignon Blanc, Cabernet, Merlot e Chardonnay e i produttori sono arrivati a tali vette di eccellenza da meritarsi i migliori riconoscimenti internazionali. Una menzione merita ad esempio la cantina Golan Heights Winery che nel 2011 ha vinto la Grand Gold Medal a Vinitaly, considerata una delle competizione più dure al mondo.

Emblema dell’enologia israeliana moderna è Château Golan, una delle cantine più note in Italia da Israele, in grado di miscelare tradizione ed innovazione nelle sue bottiglie.

La tenuta del Barone di Rothschild in Israele si trova ad un’ora di macchina da Tel Aviv al centro di Zichron Ya’akov, nota in tutto il paese come Città del Vino e sede di 5 delle migliori vigne, coltivate prevalentemente in maniera tradizionale.

In Israele si distinguono 5 regioni di provenienza del vino. La Galilea è la più riconosciuta dai mercati esteri soprattutto per i famosi Chardonnay di cantine come Château Golan, Bazelet Hagolan e Golan Heights Winery; per le caratteristiche di suolo e clima è naturalmente indicata ad essere il luogo d’origine dei migliori vini israeliani. La Samaria, compresa tra il Monte Carmel e il Mar Mediterraneo, è stato il luogo prescelto in origine dal Barone di Rothschild; Samaria e Galilea imbottigliano quasi l’80% del vino esportato, per una realizzazione totale di circa 23 milioni di dollari. Seguono le regioni di Samson, delle colline della Giudea e del deserto del Negev, quest’ultima in particolare al centro dell’interesse perché da anni ha accettato la sfida di produrre vino con nuove tecnologie nel mezzo di territori completamente aridi.

Una menzione a parte per spirito di innovazione è per la Rimon Winery, sempre della regione della Galilea che per la qualità del terreno ricco di basalto è un’area molto indicata alla crescita del melograno. Non molti anni fa la famiglia Nachmias con spirito imprenditoriale ha deciso di sperimentare nuove tecniche in laboratorio con lo scopo di creare un vino di qualità dalla fermentazione del succo di melograno. A giudicare dai premi ricevuti ad ora e dal riconoscimento del mercato globale, pare che i risultati siano stati buoni.

In Italia i vini israeliani non sono ancora molto diffusi ma si stanno facendo conoscere grazie all’intensa attività di promozione condotta da alcune cantine. Al momento a parte online si possono trovare in poche enoteche e alcuni ristoratori li consigliano in abbinamento a particolari piatti.

È difficile per i vini esteri entrare in mercati come quelli italiano o francese che già hanno ottimi prodotti locali a prezzi competitivi e noti ai consumatori. In Italia i vini di qualità medio alta appartengono alla categorie di prodotti che si acquistano per passaparola, cioè  dietro consiglio di una persona fidata come un amico o un sommelier.