Nuovi sviluppi per le start-up israeliane in campo scientifico

Notizie positive e importanti traguardi raggiunti dalle start-up israeliane in campo medico e scientifico.

La prima buona notizia arriva da Gerusalemme, dove la società Vidac Pharma è riuscita a raccogliere 9 Milioni di Dollari da utilizzare nella sperimentazione di una nuova cura per il cancro della pelle, grazie al fondo Israel Biotech. Solo negli Stati Uniti, 58 Milioni di persone sono affette da questa tipologia di cancro. La start-up sta sperimentando una nuova molecola, inserita in una pomata ancora sperimentale (VDA-1102), in grado di curare il cancro alla pelle senza danneggiare il tessuto sano circostante.

Giunge sempre da Israele la notizia del lancio del nuovo incubatore Kangaroo, gestito da KamaTech e sviluppato per fornire supporto ai gruppi fino a questo momento sottorappresentati della scena High-Tech start-up israeliana, come ad esempio le imprese gestite da arabi o da sole donne. Questo nuovo progetto è stato approvato anche da John Chambers, presidente della Cisco Systems, che tramite la sua società ha sovvenzionato l’incubatore Kangaroo. L’importo della sovvenzione non è ancora stato rilasciato da Cisco.

Come anticipato da KamaTech, i rappresentanti delle start-up selezionate saranno ospitati per un periodo di quattro mesi all’interno di un’azienda leader nel loro settore, in modo da ricevere supporto specializzato ed usufruire di importanti strutture e laboratori.

Anche il gigante agrochimico statunitense Monsanto ha deciso di investire nelle start-up israeliane. La società americana ha investito acquistando quote della start-up israeliana TargetGene, con sede a Revohot, e ha raggiunto un accordo di licensing per l’utilizzo della tecnologia T-Gee. Monsanto ha dichiarato che la tecnologia israeliana permetterà di fare grandi passi avanti nel mondo della genomica applicata agli allevamenti e alle coltivazioni.

Un’altra buona notizia arriva sempre dagli Stati Uniti, dove il fondo di agrotecnologia Radicle ha dichiarato la propria intenzione di investire in Israele. L’acceleratore americano può contare sull’appoggio e sulla collaborazione di importanti imprese nel campo scientifico come Bayer e DuPont. Radicle si impegnerà a sostenere economicamente, con un fondo di 15 Milioni di Dollari, le start-up israeliane impegnate nello sviluppo di tecnologie agricole, specificatamente riguardo alla genomica, le scienze vitali, i semi, i prodotti biologici e altri settori.