Va in scena un dibattitto tra una IA (made in Israel) e uno sfidante umano.

Ad Haifa ha sede un importante centro di ricerca e sviluppo del gigante IBM, il più grande al di fuori degli Stati Uniti, dove l’azienda americana sta sviluppando il suo ambizioso progetto legato alle IA.

Il centro di ricerca e sviluppo di IBM di Haifa, nato come piccolo centro scientifico nel 1972, è diventato un importante laboratorio che conduce lo sviluppo di prodotti tecnologici innovativi e soluzioni cognitive per IBM. Il laboratorio collabora allo sviluppo dei servizi di IBM, con le università per promuovere la ricerca industriale. Reinventando e ridefinendo continuamente se stessi per rimanere all’avanguardia della tecnologia, la maggior parte dei progetti rientrano oggi nel settore dell’ Intelligenza Artificiale, servizi di dati cloud, informatica sanitaria e analisi di immagini e video, oltre al settore mobile e sicurezza.

All’interno di questo contesto è nato il progetto IBM Debater il quale è:

“Il primo sistema di intelligenza artificiale in grado di discutere gli esseri umani su argomenti complessi. Project Debater analizza massicci testi, costruisce un discorso ben strutturato su un determinato argomento, lo consegna con chiarezza e ribatte il suo avversario. Alla fine, Project Debater aiuterà le persone a ragionare fornendo argomentazioni convincenti basate su prove e limitando l’influenza di emozioni, pregiudizi o ambiguità.”

Nel mese di giugno, a San Francisco, si è svolta la singolare sfida tra l’IA di IBM e due campioni di dibattito, gli studenti israeliani Dan Zafrir e Noa Ovadia, con la “vittoria” della macchina di IBM.

Questo esperimento è servito ai ricercatori per comprendere e cercare di migliorare la tecnologia che sta alla base del Debater, per poterla poi implementare in un prossimo futuro anche in altre applicazioni.

Da questa “sfida” è emerso chiaramente come la macchina, rispetto ad un umano, sia in grado di citare dati e numeri a sostegno della sua tesi, mentre, dall’altra parte, il fattore umano garantisce una maggiore empatia e un linguaggio più espressivo.